Perchè il blog

C'è ancora tanto silenzio intorno alla separazione. Non se ne parla abbastanza anche se comunque di più rispetto ad anni fa.
Ricordo alle elementari l'unica compagna di classe coi genitori separati che mi sembrava un alieno e intorno a lei in questo senso regnava un alone di mistero. Poi scoprii essercene stata un'altra ma stesso alone di mistero intorno, almeno tra noi bambini, poi se le nostre mamme fossero al corrente di tutti i particolari non l'ho mai approfondito.
Oggi si può dire che già  tra i bambini in età da scuola primaria il fatto che esistano coppie di genitori separati è semplicemente parte della vita stessa. Succede. Non che non implichi sofferenza, non sto dicendo questo, ma che venga assunto come qualcosa che può succedere, questo sì.
Tra noi adulti invece se ne parla ancora troppo poco. C'è ancora pochissima rete. C'è diffidenza, pregiudizio. Di fatto quando sei tu a separarti ti si spalanca letteralmente un mondo nuovo, ti si ribaltano le prospettive, ti ritrovi a cercare informazioni e articoli e alla fine trovi veramente questo mondo seminascosto ma in realtà molto vasto che fa però ancora pianeta a se stante rispetto al resto del mondo.
La voglia di creare questo blog nasce quindi dal desiderio che se ne parli, quindi, e non solamente tra di "noi", ma anche e soprattutto tra tutti. Vorrei poter offrire un punto di vista anche a chi non c'è passato e non sa cosa si passa. Offrire una prospettiva diversa a chi per sua fortuna non sa cosa voglia dire. Perchè davvero finchè non ci passi non ti rendi minimamente conto di cosa sia, ma forse sapendolo, dando uno sguardo anche attraverso questa finestra, aprendosi a questo mondo seminascosto, si può capire meglio cosa stia attraversando la nostra amica o il nostro amico e magari stargli accanto non fa più paura come sembra...

Questo blog è anche semplicemente un foglio bianco su cui riportare in parole i miei pensieri, riordinandoli e riorganizzandoli. Spesso parlo, e tanto...troppo, sulla scia di uno sfogo, di un momento di rabbia o di tristezza. Il risultato è che traspare più la mia rabbia del messaggio che voglio dare, vanificandone gli obiettivi. Scrivo qui a freddo, semplicemente riordinando i miei pensieri e le mie idee che, finchè restano solo nella testa, girano un po in ordine sparso senza capo ne coda, ma dal momento in cui toccano il foglio bianco assumono significato, mi aiutano nelle mie stesse riflessioni e mi aiutano ad analizzare situazioni e sentimenti in maniera più ordinata e concreta!

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