Sono una donna (normalissima), una mamma (normalissima), una persona (normalissima) come tante di voi. Pregi e difetti. C'è chi ora vede solo difetti e chi ancora sa riconoscere dei pregi.
Mi piace affidare alla scrittura i miei pensieri e i miei sfoghi, scrivendo riordino i pensieri che si affollano disordinati e in ordine sparso nella testa, spesso confusi e incasinati. Quando li traduco in parole spesso trovo risposte, si chiariscono dubbi, sicuramente trovano nome, collocazione e spiegazione. Trovo pace, sfogo, chiarezza. Meglio di una seduta di psicoterapia!
Mi piace dividere la mia vita in un "prima" e in un "dopo". Non rimpiango nulla del prima, se non ci fosse stato non esisterebbe questo dopo. Il prima appartiene ad una me prima immatura e insicura, poi in cammino e alla scoperta, quindi in discussione poi in cambiamento e trasformazione. Il dopo appartiene a quella me che ha lasciato spazio alla vera me, accettando il cambiamento e la trasformazione anche se questa accettazione ha comportato dolore. Non esiste una netta linea di demarcazione tra prima e dopo anche se esistono eventi ed episodi ben precisi che in qualche modo potrebbero rappresentarla. Prima e dopo si sono dapprima confusi e sovrapposti, coesistendo, quindi gradualmente separati. Come tutti i grandi cambiamenti ha richiesto tempo. Qualcosa del prima fa parte del dopo (le cose essenziali, quelle davvero importanti). Qualcos'altro del prima non fa più parte del dopo ma ne resta traccia perchè senza di essa non ci sarebbe stata trasformazione.
Sognavo da tanto questo blog. Per me stessa prima di tutto, per riordinare i pensieri. Ma anche per chi avrà voglia vera di ascoltarmi. Ascoltare, e non solamente sentire. Ascoltare significa mettersi nei panni dell'altro, riconoscere ed accettare il suo punto di vista, senza giudicarlo ne volerlo per forza controbattere (non è una gara a chi impone la propria idea), ascoltare con cuore aperto e mente aperta, non solo ciò che viene detto con le parole, quindi, ma anche con le emozioni.
Troppo spesso in uno scambio a voce tra due o più persone non c'è ascolto. L'interlocutore sente, ma non ascolta. E mentre sente si prepara a ribattere ed esporre il proprio pensiero, la bontà delle proprie idee. Ma come puoi davvero ascoltare se stai già preparandoti a parlare? E' molto difficile ascoltare davvero. Forse di fronte a delle parole affidate ad una pagina può essere più facile non essendo possibile ribattere immediatamente.
Attenzione a non confondere tutto questo con la volontà di evitare il confronto. Evviva il confronto! Ma può esistere confronto senza ascolto?

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